Cosa vedere in 2 giorni a Milano

Milano è riconosciuta a livello internazionale come la città della moda, del design e della finanza. Il capoluogo lombardo custodisce però innumerevoli tracce della sua lunga storia, senza dimenticare l’arte di cui è ricca, soprattutto grazie al genio di Leonardo da Vinci.
Basteranno due giorni per conoscere la Milano più autentica e suggestiva, lontano dagli stereotipi che spesso la accompagnano.

Primo giorno

Ogni cartolina di Milano ritrae in primo piano il Duomo dedicato a Santa Maria Nascente. L’edificio, la cui costruzione è iniziata nel 1386, racchiude gli stili lombardo e nordico, con elementi gotici come doccioni, statue e guglie: la più alta di queste ultime sostiene la Madonnina in rame dorato che veglia da secoli sulla città. All’interno del Duomo si possono ammirare il cinquecentesco Presbiterio e il Sacro Chiodo della Croce, reliquia custodita in cima all’abside.

Da Piazza Duomo si entra nel salotto della città, l’elegante Galleria Vittorio Emanuele II: a progettarla nel 1859 è stato Giuseppe Mengoni che inaugurò i lavori sotto gli occhi dello stesso re Vittorio Emanuele II. Sotto le volte vetrate della galleria trovano spazio bar e boutique di lusso, mentre la cupola centrale sovrasta lo spazio ottagonale al centro del quale si trova un mosaico raffigurante un toro.

Oltrepassando la Galleria si sbuca direttamente in Piazza della Scala, su cui si affaccia l’omonimo teatro lirico dove molte volte si esibì Giuseppe Verdi che proprio qui presentò per la prima volta il Nabucco nel 1842. Una visita all’interno del Teatro alla Scala permette di godersi il foyer, il palco reale e il palcoscenico dai palchi del terzo ordine.

Dopo una meritata pausa pranzo, ci si può metter in cammino alla volta della Pinacoteca di Brera, spazio museale voluto nel 1776 da Napoleone Bonaparte quando Milano divenne capitale del Regno Italico. Il cortile, con la statua del Canova raffigurante lo stesso Napoleone con le sembianze di Marte, anticipa la bellezza custodita all’interno del Museo. Tra le opere più importanti vi sono infatti il Cristo Morto del Mantegna, il Bacio di Hayez, la Cena di Emmaus di Caravaggio e Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello.

Non c’è nulla di meglio, alla fine di una giornata trascorsa tra chiese e musei, che godersi i Navigli al tramonto, immortalandosi sul Pont de Ferr con i battelli sullo sfondo. All’altezza del Naviglio Grande, oltre a frequentatissimi locali alla moda, si possono scoprire anche lo storico Vicolo dei Lavandai e la Casa degli Artisti: quest’ultima non è altro che una pittoresca casa a ringhiera tipicamente milanese, nel cui cortile sono sistemate piante rigogliose, manufatti, quadri e foto d’epoca.

Secondo giorno

Il secondo giorno a Milano inizia nel segno di Leonardo da Vinci: nell’ex refettorio del convento adiacente alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie è infatti custodito Il Cenacolo. Quello che sembra un affresco è in realtà stato eseguito a secco, motivo per cui si presenta da sempre fragile e bisognoso di continui restauri.

Leonardo da Vinci lavorò all’Ultima Cena alla fine del ‘400 su commissione di Ludovico il Moro, risiedendo nella vicina Casa degli Atellani dove si trova ancora la vigna che il genio si dilettava a coltivare.
Passando per la cinquecentesca Chiesa di San Maurizio, completamente ricoperta di affreschi del XVI secolo sulle volte e le pareti (tanto da essere soprannominata “La Cappella Sistina di Milano”), si può raggiungere il Castello Sforzesco.

Alle porte del verdeggiante Parco Sempione, sorge questa cittadella militare che racchiude più di sette secoli di storia. Molte leggende narrano di fantasmi che infestano il castello, da quello di Bianca Sforza fino allo spettro della Dama Velata che pare compaia nelle freddi notte nebbiose.

I fatti raccontano invece di un luogo dove è possibile visitare ad esempio il Museo Egizio, il Museo degli Strumenti Musicali, la Pinacoteca e il Museo di Arte Antica. Da vedere assolutamente il ciclo di arazzi dei dodici mesi del Bramantino, la Pietà Rondanini del Michelangelo e il Benedetto e Gerolamo del Mantegna.

Tappa finale del viaggio di due giorni a Milano non può che essere la Basilica di Sant’Ambrogio, la seconda chiesa di Milano. Un quadri-portico introduce alla Basilica costruita in stile romanico-lombardo: oltre la facciata a capanna ingioiellata dai campanili dei Monaci e dei Canonici, si accede all’interno che custodisce un ciborio del IX e l’Altare d’Oro di fattura carolingia opera del Vuolvino. Nella cripta, oltre alle spoglie di Ambrogio, Protaso e Gervasio, è conservato il Sacello di San Vittore decorato con mosaici paleocristiani del IV secolo.

Se c’è ancora tempo, un’ultima chicca poco nota ai turisti è Piazza dei Mercanti, sita alle spalle di Via Dante. Su questo slargo di epoca medioevale, con al centro un pozzo del XVI secolo, si svolgevano gli scambi commerciali più importanti. Tutto intorno si possono scorgere edifici quali la Loggia degli Osii, la Casa di Panigarola e il Palazzo della Ragione: quest’ultimo in passato aveva una finestra dalla quale pendeva una corda pronta per punire i condannati.