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Una gita in barca alla scoperta della terra delle sirene: Punta Campanella

Chiunque, almeno una volta nella vita si sia tuffato nelle acque di Punta Campanella, nello strepitio delle onde che sbattono contro le rocce, giurano di aver udito il canto delle sirene, tanto da ritenere che fu proprio Ulisse ad erigere l’antico tempio dedicato a Minerva che un tempo sovrastava questo incantevole tratto di costa.

Leggende a parte, Punta Campanella è da sempre meta ambita da tutti i turisti che restano ammaliati dalle sue bellezze naturalistiche e testimonianze storiche.

Ci troviamo nella Penisola Sorrentina e in particolare nella parte più estrema dove sorge, per l’appunto, un promontorio dal fascino antico e che attrae per la fitta ala di mistero che si fonde insieme al mito antico, Punta Campanella, che, sin dal 1997 è stata classificata come area marina protetta e che divide il Golfo di Salerno da quello di Napoli.

Si estende per oltre 1.500 ettari di superficie costiera tra i comuni di Positano e Massa Lubrense.

Circondato da una natura rigogliosa, si affaccia su quello che è tra i mari più belli e cristallini del Mediterraneo, al punto da essere tutelato da quel turismo selvaggio che troppo spesso, rappresenta una minaccia alla natura.

Ecco perché, per riuscire a visitare Punta Campanella, è necessario farlo nel pieno rispetto delle norme ambientali, perfino giungendo via mare attraverso il noleggio barche a Salerno in modo da poter effettuare un tour magico di tutto il promontorio.

Un nome dalle origini arcaiche

Quello di Punta Campanella, è un nome che ha radici molto antiche e singolari. Proviene dalla campana che venne costruita nel 1334 da Roberto D’Angiò e posizionata sopra la Torre di Minerva che era adibita a torre di avvistamento, dalla quale  veniva lanciato l’allarme in caso di invasioni pirate.

Nel caso vi fossero state invasioni da parte dei Saraceni, veniva fatta suonare la campana che allarmava tutta la città e da ciò deriva il suo nome.

Come navigare nel rispetto delle norme nella riserva

Dal momento che si tratta di una zona marina protetta, vige un rigido regolamento, pertanto se si vuol navigare o scendere a terra, bisogna contattare l’apposito ente e informarsi sulle modalità della visita e gli orari per poter prenotare in tempo.

Infatti, Punta Campanella si divide in 3 zone che influenzano la navigazione:

  • zona A: va dalla secca a ponente delle isole Li Galli allo scoglio di Vetara dove non è possibile effettuare navigazione di diporto, ma vige il divieto assoluto di ancoraggio e ormeggio;
  • zona B: riguarda il lato nord della Punta di Montalto e le aree della Cala di Mitigliano e tra la punta a ponente della Grotta Matera e lo scoglio Scruopolo, inclusa l’isola d’Isca insieme al tratto circostante le isole Li Galli. In questa zona è possibile navigare a remi, pedali e vela e si può effettuare anche navigazione a motore con una velocità non superiore a 5 nodi e fino ad arrivare ad una distanza massima di 300 metri dalla costa. L’ormeggio è consentito solo ai natanti sempre tramite opportuna autorizzazione;
  • zona C: interessa le zone che sono comprese tra l’estremo sud di Cala Mitigliano e Capo Sorrento; la zona tra lo scoglio Scruopolo e il lato nord di Punta Montalto, ad esclusione dell’area di Mortelle e il tratto costiero che va da Punta Germano alla Grotta Matera. In questa zona è possibile effettuare navigazione a remi, a vela, con propulsori elettrici e sempre con velocità non superiore a 5 nodi tenendo una distanza massima dalla costa di 300 metri. È possibile accedere alle grotte ma solo tramite imbarcazioni a remi e sempre previa autorizzazione, così come l’ormeggio e l’ancoraggio che cono consentiti solo a 300 metri dalla costa a partire dalle 8:00 fino alle 20:00.